Lorenzi John Mayer Black One Tribute

Lorenzi John Mayer Black One Tribute

2950,00 

Nel cerchio dei chitarristi prodigio, John Mayer occupa un posto particolare. Vero enfant prodige dello strumento a sei corde, si è affermato sulla scena musicale contemporanea come un chitarrista inventivo, tecnico e virtuoso, apprezzato dagli amanti della chitarra. John Mayer ha rapidamente fatto suo il modello storico, per poi sviluppare con Fender e PRS le sue chitarre signature. Tra queste, la Black One è un’eccezione notevole. Questa Lorenzi Black One Tribute è una chitarra da liutaio impressionante, che rende omaggio alla Black One di John Mayer, una chitarra dalla storia e dal look così particolari.

Ammiratore incondizionato di Stevie Ray Vaughan e della sua chitarra «Number One», segnata dall’uso del tempo, John Mayer ha ordinato nel 2004 al Fender Custom Shop una finta «heavy relic» realizzata dal masterbuilder John Cruz. John Mayer ha seguito da vicino questo progetto per ottenere una sensazione e un aspetto molto simili alla chitarra del suo idolo. Da questo progetto è nata la celebre «Black One», chitarra diventata iconica di John Mayer, che lo ha accompagnato sui palchi più prestigiosi e nei migliori studi di tutto il mondo. Affascinato dal mito di questa chitarra, il liutaio italiano Lorenzi si è impegnato a rendere omaggio a questa Stratocaster patinata che lascia intravedere il legno. Ogni chitarra è costruita a mano nei suoi laboratori italiani, dove il vernice viene relicata con cura. Legno e pickup sono selezionati con attenzione, e il top della chitarra rende un omaggio straordinario alla Black One originale di John Mayer, sia nel suono che nell’aspetto visivo incredibilmente realistico. Disponibile da Matt’s Guitar Shop!

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John Mayer

All’inizio degli anni 2000, quando il pop americano era alla ricerca di nuovi volti e il blues sembrava riservato ai veterani, un giovane chitarrista dal fascino discreto cambiò le carte in tavola: John Mayer. Arrivato con la sua chitarra acustica e canzoni pensate per palchi intimi, si è presto rivelato molto più di un autore di ballate. Dietro la dolcezza apparente si nascondeva un virtuoso, un appassionato, un musicista capace di unire la sensibilità pop, la profondità del folk e la potenza del blues moderno.

John Mayer non ha mai cercato la dimostrazione fine a sé stessa. Da vero artigiano del feeling, il suo segno distintivo è la nota giusta, la linea di chitarra che respira, il groove soffuso che si insinua senza bisogno di esagerare. Da Continuum a Born and Raised fino a Sob Rock, ha costruito un universo in cui la chitarra parla quanto la voce, talvolta persino di più. I suoi assoli hanno il sapore di confessioni notturne, di malinconia elegante, come se fossero sussurrati più che suonati.

Con il John Mayer Trio ha svelato al grande pubblico il suo lato bluesman: un tocco incisivo, ispirato da SRV, Clapton o B.B. King, ma sempre filtrato da una sensibilità profondamente personale. Il suo stile, spesso basato su un fingerstyle ibrido, unisce dolcezza e precisione chirurgica. Sul palco alterna umiltà divertita e slanci luminosi, lasciando alla chitarra tutto lo spazio che merita.

E poi c’è il suo rapporto quasi affettivo con gli strumenti. Mayer coltiva un legame profondo con le sue chitarre, che sceglie, modifica e colleziona con l’occhio di un conoscitore ossessivo. A lungo legato a Fender (la sua Black One è ormai leggendaria), ha poi contribuito alla creazione di modelli signature con PRS, tra cui la Silver Sky, progettata fin nei minimi dettagli per adattarsi al suo tocco e alla sua estetica sonora. Ogni chitarra della sua collezione riflette la sua ricerca dell’equilibrio perfetto: ergonomia curata, timbro preciso, liuteria impeccabile. Nessun capriccio: solo la sincera ricerca di un suono che gli assomigli.

Instancabile, John Mayer evolve continuamente: cantante sensibile, chitarrista formidabile, songwriter meticoloso, sempre in movimento. Tra i suoi album solisti, il ruolo nei Dead & Company e i progetti paralleli, attraversa mondi musicali diversi con una naturalezza rara.

Una cosa è certa: John Mayer incarna la modernità del guitar hero, capace di unire tecnica, emozione ed eleganza senza mai tradire la canzone. Con il suo tocco sottile, la sua scrittura introspettiva e il suo profondo amore per le belle chitarre, resta un capitano ispirato, guidato da una sola convinzione: una melodia ben suonata può esprimere ciò che le parole non potranno mai raggiungere.

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