Le icone della musica inglese e irlandese continuano a scrivere la loro storia ben oltre i palcoscenici e gli studi di registrazione. Dopo l’asta delle ultime pezzi della collezione di Gary Moore, arriva ora una notizia che toccherà direttamente il cuore degli appassionati: diverse chitarre importanti della sua collezione sono ora nelle mani di Matt’s Guitar Shop.
Non si tratta di strumenti secondari o semplici pezzi da esposizione. Parliamo di un gruppo eccezionale di cinque chitarre che hanno accompagnato Gary Moore sul palco, in studio e in tournée in tutto il mondo. Sono strumenti che hanno vissuto. Chitarre segnate dalle tournée, dalle notti di registrazione e dalle camere d’albergo dove a volte nascevano riff indimenticabili. Portano l’impronta di un musicista per cui il suono non era una ricerca astratta, ma una passione costante, quasi viscerale.
Tra queste spicca un pezzo assolutamente mitico: la sua Gibson Les Paul Junior del 1955, acquistata da Steve Jones dei Sex Pistols. Una chitarra dal carattere crudo, diretta, senza artifici, che riflette perfettamente alcune sfumature del suonare di Moore. Questa Junior non è solo un bell’oggetto vintage; è la testimonianza del legame invisibile tra generazioni di chitarristi britannici, un passaggio di testimone simbolico tra due grandi figure del rock.
Un’altra chitarra chiave di questo gruppo è la sua Gibson Les Paul Reissue del 1958, invecchiata dal talentuoso Tom Murphy. Questa chitarra è stata per molto tempo la sua compagna principale, sempre con sé, sia sul palco che in tournée. Era più di uno strumento di riserva o di un’alternativa: era il suo strumento di lavoro quotidiano, un’estensione naturale di sé stesso. Chi ha visto Moore suonare sa quanta esigente chiedeva alle sue chitarre: risposta immediata, sustain generoso e capacità di passare da un sussurro blues a un’esplosione straziante in una frazione di secondo.
E poi c’è la Artist Proof Greeny Collector’s Choice 1. Solo il nome evoca un intero capitolo della storia della chitarra. Diretto erede della leggendaria “Greeny” che aveva acquistato dal suo eroe Peter Green, questo modello incarna l’ossessione sonora di Moore per questa Les Paul fuori dal comune con pickup invertito. Possedere un Artist Proof di questa serie, proveniente dalla sua collezione personale, va oltre il concetto di chitarra signature: significa entrare nell’intimità di un musicista che ha fatto di quel suono la sua identità.
Questi cinque strumenti formano un insieme coerente, quasi narrativo. Raccontano le diverse fasi di un artista capace di navigare tra hard rock brillante e blues infuocato, tra virtuosismo tecnico ed emozione a fior di pelle. Ogni chitarra riflette una fase, un colore, un’intensità particolare della sua carriera.
Da Matt’s Guitar Shop abbiamo sempre creduto che alcune chitarre contengano più del legno, della vernice e dei pickup. Portano frammenti di storia. Vibrano ancora con le note che hanno prodotto. Vedere questi strumenti riuniti, tenerli in mano e percepirne la risonanza acustica prima ancora di collegarli significa comprendere immediatamente perché Gary Moore rimane uno dei guitar heroes più rispettati della sua generazione.
